Cosa c'è davvero nel conto del notaio
Tra i costi dell'acquisto di una casa, le spese notarili sono spesso fonte di confusione. Molti pensano che si tratti solo del compenso del professionista, e si stupiscono dell'importo finale. In realtà il conto del notaio comprende voci diverse, e gran parte non finisce nelle sue tasche ma nelle casse dello Stato.
Le voci che compongono il conto
La parcella del notaio si divide in tre grandi blocchi: l'onorario vero e proprio per l'attività professionale, le imposte dovute allo Stato per l'atto, e le spese vive come visure, certificati e trascrizioni. Le imposte, in particolare quella di registro o l'IVA, sono spesso la parte più consistente dell'esborso complessivo.
Da cosa dipende l'importo
- Il valore dell'immobile, che incide sia sull'onorario sia sulle imposte.
- Il tipo di acquisto: prima casa o seconda casa, da privato o da impresa.
- La presenza di un mutuo, che comporta un atto in più con costi aggiuntivi.
Quando l'acquisto è finanziato, il notaio redige anche l'atto di mutuo, che si aggiunge alla compravendita e ha un suo costo. Per la prima casa con i requisiti, le imposte sono ridotte, e questo abbassa sensibilmente il totale. È utile sapere che il notaio versa le imposte per conto del cliente, agendo come sostituto verso il fisco.
Il consiglio pratico è di chiedere sempre un preventivo dettagliato prima del rogito, con la distinzione tra onorario, imposte e spese. Il notaio è una figura di garanzia che si può scegliere liberamente, quindi confrontare più preventivi è legittimo e sensato. Conoscere in anticipo l'importo evita di trovarsi al rogito con un esborso più alto del previsto.