Tasso fisso o variabile: la prima vera decisione
Chi accende un mutuo per la prima casa si trova quasi subito davanti a un bivio: tasso fisso o variabile. Non esiste una risposta valida per tutti, perché la scelta dipende dalla durata del finanziamento, dalla solidità del reddito e dalla soglia di rischio che la famiglia è disposta a sopportare ogni mese.
Come funziona il tasso fisso
Con il tasso fisso la rata resta identica dal primo all'ultimo mese. Il parametro di riferimento è l'Eurirs, a cui la banca aggiunge il proprio spread. Il vantaggio è la prevedibilità: si sa esattamente quanto si pagherà fra dieci o vent'anni. Lo svantaggio è che, se i tassi di mercato scendono, la rata non ne beneficia, a meno di ricorrere a una surroga.
Quando conviene il variabile
Il tasso variabile segue l'Euribor e parte di solito da una rata più bassa. Può essere interessante per chi ha un reddito destinato a crescere o prevede di estinguere il mutuo in anticipo. Il rischio è opposto a quello del fisso: se l'Euribor sale, la rata aumenta, e negli ultimi anni molte famiglie lo hanno sperimentato sulla propria pelle.
- Fisso: rata stabile, ideale per chi vuole dormire tranquillo e ha un budget rigido.
- Variabile: partenza più leggera, adatto a chi tollera le oscillazioni e punta a chiudere prima.
- Variabile con cap: una via di mezzo, con un tetto massimo oltre il quale la rata non sale.
Un consiglio pratico: prima di firmare, chiedete il TAEG e non solo il TAN. Il TAEG include le spese di istruttoria, la perizia e le assicurazioni obbligatorie, e racconta il costo reale del finanziamento. Confrontate almeno tre preventivi e verificate la possibilità di surroga, che la legge garantisce senza costi a carico di chi sposta il mutuo presso un'altra banca.
Infine, ricordate la regola della sostenibilità: la rata non dovrebbe superare un terzo del reddito netto familiare. È il limite che la maggior parte degli istituti usa per concedere il finanziamento, ma è anche il margine che vi permette di affrontare un imprevisto senza andare in difficoltà.