Il mattone come investimento
Mettere i propri risparmi nel mattone resta una scelta diffusa, percepita come solida e tangibile. Ma non tutti gli immobili rendono allo stesso modo: la differenza tra un buon investimento e uno mediocre sta nella scelta del tipo di immobile, della zona e nel calcolo realistico del rendimento, al netto di tasse e spese.
Cosa rende di più
In generale, i tagli piccoli come monolocali e bilocali offrono rendimenti percentuali più alti, perché costano meno all'acquisto e si affittano con facilità, soprattutto vicino a università, ospedali o zone di uffici. Gli immobili grandi rendono meno in percentuale ma attraggono inquilini più stabili. Gli spazi commerciali possono rendere bene, ma sono più legati all'andamento economico.
Come calcolare il rendimento
- Partire dal canone annuo e rapportarlo al prezzo d'acquisto.
- Sottrarre IMU, spese e periodi di sfitto per ottenere il rendimento netto.
- Considerare i costi di manutenzione e l'eventuale gestione affidata a terzi.
Il rendimento lordo, cioè il semplice rapporto tra affitto e prezzo, è un'illusione se non si tolgono i costi. Tasse, spese condominiali a carico del proprietario, manutenzione e mesi senza inquilino riducono il guadagno reale. Un immobile che sulla carta rende molto può deludere se si trova in una zona con domanda debole o richiede continui interventi.
La posizione resta il fattore decisivo: una casa in una zona richiesta si affitta in fretta e mantiene il valore, riducendo il rischio di restare vuota. Prima di comprare per investire, conviene studiare la domanda di affitti della zona e fare un calcolo prudente. Il mattone può essere una buona rendita, ma solo con scelte fatte a mente fredda.