L'imposta che colpisce le seconde case
L'IMU, l'imposta municipale propria, è la tassa sul possesso degli immobili. L'abitazione principale, salvo i casi di lusso, ne è esente, ma le seconde case la pagano per intero. Per chi possiede più di un immobile è una voce di spesa ricorrente che conviene saper calcolare per non avere sorprese.
Chi è tenuto a pagarla
A versare l'IMU è il proprietario o il titolare di un diritto reale come l'usufrutto. L'inquilino non la paga: resta a carico di chi possiede l'immobile. Sono soggette le seconde case, i terreni, le aree edificabili e le abitazioni principali classificate come di lusso nelle categorie catastali più elevate.
Come si arriva all'importo
- Si parte dalla rendita catastale dell'immobile, rivalutata di una percentuale fissa.
- Si moltiplica per un coefficiente stabilito per categoria.
- Sul valore così ottenuto si applica l'aliquota comunale, che varia da Comune a Comune.
Poiché l'aliquota la decide ogni Comune entro limiti di legge, l'importo cambia a seconda di dove si trova la casa. I versamenti si fanno di norma in due rate, un acconto a metà anno e il saldo a dicembre, utilizzando il modello F24. È un adempimento da non dimenticare, perché i ritardi comportano sanzioni e interessi.
Vale la pena ricordare che alcune situazioni godono di riduzioni: gli immobili dati in comodato a parenti stretti, a certe condizioni, o quelli concessi a canone concordato. Verificare le delibere del proprio Comune e le agevolazioni applicabili può ridurre il conto. In caso di dubbi, un controllo con un professionista evita di pagare più del dovuto o di incorrere in errori.