Ereditare una casa: gli adempimenti da affrontare
Quando si eredita un immobile, al dolore della perdita si aggiunge una serie di adempimenti burocratici. Capire i passaggi in anticipo evita ritardi e sanzioni, e permette di affrontare la successione con maggiore serenità. La buona notizia è che, seguendo l'ordine giusto, il percorso è lineare.
La dichiarazione di successione
Il primo passo è presentare la dichiarazione di successione all'Agenzia delle Entrate, di norma entro un anno dal decesso. In questo documento si elencano tutti i beni del defunto, compresi gli immobili, e si calcolano le imposte dovute. Per le case si versano le imposte ipotecaria e catastale, oltre all'eventuale imposta di successione se si superano le franchigie previste.
Dalla successione alla proprietà
- Reperire visure e atti di provenienza degli immobili del defunto.
- Presentare la dichiarazione di successione e pagare le imposte.
- Richiedere la voltura catastale, che aggiorna l'intestazione a nome degli eredi.
La voltura è il passaggio che fa risultare ufficialmente gli eredi come nuovi intestatari nei registri del catasto. Solo dopo aver completato successione e voltura l'immobile può essere venduto o ipotecato. Se gli eredi sono più di uno, la casa entra in comproprietà e ogni decisione importante richiede l'accordo di tutti.
Quando gli eredi non vanno d'accordo o vogliono dividere il patrimonio, si può procedere con una divisione, anche davanti al notaio, oppure con la vendita e la spartizione del ricavato. Affrontare per tempo questi passaggi, magari con l'aiuto di un professionista, evita che una casa di famiglia diventi fonte di liti che si trascinano per anni.