La casa è davvero idonea a essere abitata?
Tra i documenti che riguardano un immobile, l'agibilità è uno dei più importanti e, allo stesso tempo, dei più trascurati. Attesta che la costruzione rispetta i requisiti di sicurezza, igiene, salubrità e risparmio energetico previsti dalle norme. Eppure capita spesso che, nelle case più datate, questo certificato manchi.
Cosa attesta
Un tempo si parlava di abitabilità per le abitazioni e di agibilità per gli altri immobili; oggi il termine agibilità comprende entrambi. Il documento certifica che l'edificio è stato costruito a regola d'arte e può essere utilizzato in sicurezza. Per gli immobili recenti viene presentato al Comune tramite una segnalazione del tecnico al termine dei lavori.
Cosa fare se manca
- Verificare se l'immobile è antecedente all'introduzione dell'obbligo.
- Capire se l'assenza dipende da una dimenticanza o da difformità non sanate.
- Concordare con il venditore chi si fa carico della regolarizzazione.
L'assenza del certificato non rende automaticamente impossibile la vendita, ma è un campanello d'allarme: a volte significa solo che la pratica non è mai stata presentata, altre volte nasconde difformità edilizie. Per le case molto vecchie, costruite prima che l'obbligo esistesse, la situazione va valutata caso per caso con un tecnico.
Il consiglio è di chiarire la questione prima del rogito e di inserire nel contratto le opportune garanzie. Acquistare un immobile senza agibilità, magari per affittarlo, può creare problemi futuri, dal mutuo alle pratiche edilizie. Meglio sapere fin dall'inizio se il certificato esiste, e in caso contrario perché manca e cosa serve per ottenerlo.