Affitti brevi e turistici: regole, CIN e tassazione

Affitti brevi e turistici: regole, CIN e tassazione

Affittare ai turisti, un'attività sempre più regolata

Mettere a reddito una casa con affitti brevi a turisti è diventato popolare, ma anche sempre più normato. Quella che molti immaginano come un'attività informale richiede in realtà adempimenti precisi, dalla registrazione fiscale alle comunicazioni alle autorità. Conoscerli evita sanzioni e permette di lavorare con tranquillità.

Le regole di base

Per affitto breve si intende, di solito, una locazione di durata inferiore a un mese. È stato introdotto un codice identificativo nazionale, il CIN, da richiedere e da esporre negli annunci. Il proprietario deve inoltre comunicare i dati degli ospiti alle autorità di pubblica sicurezza e rispettare eventuali regole stabilite dal Comune e dalla Regione.

Gli aspetti fiscali

  • I proventi vanno dichiarati: si può optare per la cedolare secca entro certi limiti.
  • Oltre una soglia di immobili gestiti, l'attività si considera imprenditoriale.
  • Spesso è dovuta la tassa di soggiorno, da riscuotere e versare al Comune.

Il numero di appartamenti gestiti è la linea di confine tra attività occasionale e impresa: superata una certa soglia, scattano obblighi più pesanti, dall'apertura della partita IVA agli adempimenti contributivi. Chi affitta una sola casa qualche settimana l'anno resta in un regime più semplice, ma le comunicazioni restano comunque obbligatorie.

Le piattaforme online che fanno da intermediario applicano spesso una ritenuta sui pagamenti e segnalano i dati al fisco, quindi pensare di restare invisibili è illusorio. Il consiglio è di informarsi sulle regole del proprio Comune, dotarsi del CIN e tenere una contabilità ordinata. Un affitto breve gestito in regola rende senza il rischio di multe che cancellerebbero il guadagno.